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Riniti, Allergia e Citologia Nasale

La rinite è un’infiammazione della mucosa nasale.
Questa definizione chiara e coincisa nasconde, in realtà, una patologia dai tanti quadri clinici e dalle tante forme nosologiche.
I sintomi più caratteristici della rinite sono l’ostruzione nasale, la rinorrea (cioè il naso che cola), starnuti più o meno frequenti.
Il corteo sintomatologico può essere più ricco e vario a seconda delle diverse forme di rinite e della durata della patologia: interessamento oculare con lacrimazione, cefalea, disturbi uditivi, alterazione nella percezione degli odori. Il tutto può essere limitato nel tempo o può durare per mesi, come accade nelle forme di rinite cronica.
Anche l’impatto della rinite sulla quotidianità presenta notevoli sfumature, sarà infatti ben differente la qualità di vita di un soggetto con rinite limitata nel tempo, caratterizzata da scarsa congestione, scarsa rinorrea e pochi starnuti, senza un grande impatto sulle attività quotidiane, rispetto ad una forma di lunga durata, con un’ostruzione tanto marcata da impedire una corretta respirazione non solo di giorno, ma anche durante il sonno, che sarà irrimediabilmente compromesso.
Così oltre al malessere comportato dalla patologia e al disagio del dover continuamente soffiare il naso in pubblico o del parlare con la voce nasale, si aggiunge anche la stanchezza provocata dalla cattiva qualità del sonno con le sue inevitabili conseguenze: scarsa attenzione nello svolgimento delle attività quotidiane, compromissione del rendimento scolastico e della capacità lavorativa.
Che la rinite sia di breve durata o persistente, di lieve entità o severa, si è sempre più portati a credere che un’allergia a qualche polline o alla polvere possa esserne la causa, ed effettivamente i numeri supportano questa opinioni diffusa: dati del 2016 stimano che la rinite allergica arrivi a colpire fino al 35% della popolazione mondiale e che questa percentuale sia destinata ad aumentare.
Gli studi condotti sulla popolazione italiana concordano con questo dato: la prevalenza della rinite allergica oscilla infatti tra il 16% e il 37% a seconda della popolazione considerata.
Più precoce è l’insorgenza della rinite allergica, più grave sarà la patologia nell’adulto.
Tuttavia può succedere che, convinti di soffrire di una forma di rinite allergica, ci si sottoponga ai test allergologici scoprendo con sorpresa che l’esito è negativo.
Per arrivare a una diagnosi e classificare la patologia che affligge si può fare ricorso alla citologia nasale.
Questo esame ha il vantaggio di essere poco invasivo, non doloroso, di rapida esecuzione e pertanto ben tollerato anche da pazienti pediatrici.
Consiste nel prelevare, mediante apposita strumentazione, una piccola quantità di secrezione nasale, che sarà quindi apposta su un vetrino portaoggetti e processata per ottenere l’idonea colorazione delle cellule presenti nel muco.
Queste cellule saranno osservate al microscopio e valutate per tipologia e per numero in quanto caratterizzano la patologia di cui il paziente soffre.
Nel caso di un paziente allergico, attraverso la citologia nasale si avrà una conferma dell’allergia perché si osserveranno particolari tipologie di cellule, ma se il paziente non è allergico le cellule riscontrate nel secreto caratterizzeranno, in base alla loro predominanza, diverse forme di rinopatie vasomotorie non allergiche: NARNE con predominanza di neutrofili, NARES se predominano gli eosinofili, NARMA con predominanza di mastociti e NARESMA per le forme eosinofilo-mastocitarie. Inoltre la citologia nasale può evidenziare la presenza di batteri o di miceti in corso di riniti infettive e mette in luce alcune alterazioni cellulari imputabili ad un’infezione virale.
Posta la corretta diagnosi, la citologia nasale permetterà di monitorare l’andamento della patologia e quindi di verificare l’efficacia della terapia.

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